Il lockdown impostoci dal COVID19 ci ha portati a trovare nuove soluzioni per riunirci, stare insieme e anche continuare il nostro lavoro o diffondere anche la conoscenza. La connessione internet, naturalmente, ha giocato un ruolo determinante e molte attività che fino a qualche mese fa abbiamo gestito in incontri fisici in questi due mesi sono divenute attività online, è il caso delle conferenze e corsi. Ad Aprile 2020, con la Libreria L’Alchimista abbiamo organizzato un Gran galà online dedicato all’epoca vittoriana che si è concluso con una conferenza dedicata alle Sibille Lenormande.

La storia delle Sibille

Sibilla-502119_710xIl termine “Sibilla”, che designa le sacerdotesse dell’oracolo di Delfi nell’antica Grecia, fu scelto dalla famosa veggente Mademoiselle Lenormande per autodefinirsi una professionista di grado superiore.

Come abbiamo visto, a partire dall’epoca napoleonica divenne tanto celebre che, nel corso del XIX secolo, molti indovini cercarono di guadagnarsi da vivere proclamandosi suoi discepoli, alunni, collaboratori o eredi. Anche l’industria delle carte sfruttò l’immagine della Sibilla dei Salotti (come venne presto soprannominata) e per tutto l’Ottocento continuarono ad apparire diversi tipi di mazzi di carte che si chiamavano “Lenormand”, il suo cognome o “Sibilla”.

Con il passare del tempo, si perse l’origine del nome e “Sibilla” divenne il nome generico di tutti i mazzi di carte della divinazione del XIX secolo. I mazzi di sibille prodotti nel XIX secolo nei vari paesi europei furono davvero moltissimi e seguirono diverse ispirazioni offrendo spesso uno spaccato della cultura, la morale la moda ma anche il pensiero filosofico dell’epoca e della nazione cui si ispirarono. Per lo più erano utilizzate nei salotti e venivano usate sia per giocare sia per la divinazione vera e propria che nel XIX secolo, specialmente in Inghilterra e Francia, era considerato un passatempo molto di moda, praticato durante le serate mondane. Tra le centinaia di mazzi prodotti, tre sono i più importanti e famosi, il cui nome è legato a M.lle Lenormande, li presento di seguito, riportando le informazioni fondamentali per ciascun mazzo.

La Sybille des Salons

507c45420f761270a1bbd7428df9683eLa Sybille des Salons, fu pubblicato per la prima volta nel 1828 e decretò la fortuna e la fama non solo di Mademoiselle Lenormand ma di molte giovani cartomanti che alla sua fama si ispiravano. Pare che non sia stata la Lenormande a disegnare né a commissionare il mazzo, la quale, come già detto, inizialmente adoperò il mazzo Le Petit Etteilla e solo successivamente potrebbe aver utilizzato, ma non è certo, questo mazzo di Sibille. In effetti, ella è passata alla storia come la Sibilla dei Salotti proprio perché predisse la sorte, oltre che ai regnanti di Francia anche a diversi cortigiani e cortigiane è perciò possibile che il mazzo in questione si sia ispirato a lei e ne abbia sfruttato la fama per diffondersi e non il contrario.

Il mazzo è formato da 53 carte la sua diffusione e utilizzo furono tali che per decenni fu conosciuto anche con il nome di “Tarocchi parigini”.

Le carte presentano una grande figura allegorica, disegnata, pare, dal caricaturista Mansion; In alto a sinistra è riportato il numero progressivo della carta (da 1 a 52) e infine, in basso, al centro di un riquadro è riportato il significato divinatorio in francese. A partire dal 1969, nella parte in alto a sinistra è riportato, in azzurro, il significato divinatorio in lingua inglese.

Come tutte le Sibille realizzate nel XIX secolo, anche queste carte furono create per servire, oltre che per la divinazione, anche per il gioco, per questo, oltre alle 52 carte divinatorie il mazzo presenta altre due carte che fungevano da Jolly. Anche se nei metodi interpretativi suggeriti, queste due carte extra non sono menzionate, possono essere utili se si praticano alcuni metodi di Etteilla. La prima carta extra è la classica carta pubblicitaria con il nome di Grimaud, editore del mazzo; la seconda rappresenta la “Sibilla dei saloni”: due giovani vanno a interrogare una vecchia indovina, seduta dietro a un tavolo sul quale “legge” le carte, attorniata da tutti gli animali in relazione con la stregheria e la divinazione (un pipistrello, un gufo, un gatto…). Ci sono anche alcuni simboli, che ricordano l’alfabeto ebraico come allegoria della Cabala.

Sebbene oggi le Sibille e i Tarocchi siano usati esclusivamente per la divinazione tutti i mazzi presentano una o due carte extra delle quali una è la carta pubblicitaria con il nome dell’editore e l’altra è una carta del mazzo riportata in una cornice con il nome dell’editore riportato sotto.

Grand jeu de Mademoiselle Lenormande

Spesso confuso con i Tarocchi, il Grand Jue è un mazzo di carte ideato nel 1845, composto da 52 carte divinatorie pi due carte extra che rappresentano il consultante e la consultante. Si tratta di un mazzo originalissimo e costituisce uno dei più complessi sistemi cartomantici moderni.

gradJeuLenormandeA parte le due carte extra che rappresentano un uomo e una donna vestiti elegantemente, secondo la moda prerivoluzionaria, le altre carte del Grand Jeu hanno molti simboli e allusioni astro-mitologici. Ogni carta può essere divisa in tre parti.

Nella parte superiore, da sinistra a destra, c’è una carta francese normale di formato ridotto che dà il valore alla carta del Grand Jeu e permette di identificarla; segue una costellazione, le cui stelle principali sono segnalate con le lettere greche, secondo la convenzione astrologica e astronomica. Infine, nell’angolo in alto a destra si trova una grande lettera maiuscola in nero, a volte accompagnata da simboli geomantici.

Nella parte centrale è raffigurata la scena principale della carta che rappresenta scene tratte dalla mitologia greco-romana. Infine, nella parte inferiore della carta sono rappresentate altre due scene minori, riprese dalla vita quotidiana separate da un mazzolino di fiori.

Sebbene nei negozi sia facile acquistare la versione che la ditta francese Grimaud produce fin dalla fine del XIX secolo, la prima edizione di queste carte apparve due anni dopo la morte di M.lle Lenormande, accompagnate da un’opera monumentale composta da cinque libri con il titolo generico di grande jeu de societé et pratiques secrètes de M.lle Lenormande (Gran gioco di società e pratiche segrete di M.lle Lenormande) di Mme la contessa di ***, identificata in Mme Breteau.

Il nome dell’editore apparirà solo a partire dalla seconda edizione del 1865.

Il primo dei cinque volumi parla, tra le altre cose, delle carte, includendo un dizionario di simboli floreali e un trattato di geomanzia. Questo libro, inoltre, per terminologia e metodi divinatori è molto più vicino ai testi di Etteilla che non a quelli di Lenormand, mentre negli altri volumi dedicati alle diverse pratiche divinatorie, sia la forma sia la terminologia si presentano vicine alla veggente parigina.

Petite Lenormande

sibillaLenormandeNon si può dire che esista un mazzo di carte “Petite Lenormande”, poiché questo nome corrisponde più che altro a una categoria di mazzi cartomantici apparsi nel XIX secolo prendendo spunto da un tipico gioco tedesco “Il gioco della Speranza” (Das Spiel der Hoffnung) stampato nel 1798 da un imprenditore e produttore di giochi da tavolo di Norimberga, Johann Kaspar Hetchel (1771-1799) basato su disegni originali e con regole interpretative proprie. Che “Il gioco della Speranza” sia il prototipo delle attuali Sibille è dimostrato dall’esemplare conservato al British Museum, datato appunto 1798; il mazzo, corredato da un manuale di istruzioni, fa parte della ricca collezione di carte da gioco lasciata al museo da Lady Charlotte Schreiber (1812-1895).

Il gioco della Speranza, in un certo modo ricorda quello dell’Oca, ma invece di 36 caselle disposte su un tabellone i giocatori dispongono di 36 carte da disporre a forma di rettangolo con 6 carte per ciascun lato. Come per il gioco dell’Oca, anche le carte riportavano benefici o sfortune che presto furono utilizzati per consultazioni cartomantiche.

Il gioco ebbe una buona risonanza, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, ma raggiunse il successo universale quando l’editore August Reiff lo riesumò nel 1845 per pubblicarlo col titolo di Sibille Lenormand sfruttando impunemente il nome, il titolo e la fama della insigne profetessa, morta da qualche anno. L’editore francese Grimaud nello stesso anno 1845, appropriandosi a sua volta del prestigio della donna, pubblicò un altro mazzo, di 56 carte, intitolandolo Grand Jeu de Mademoiselle Lenormande: del quale abbiamo parlato più sopra.

Hetchell, che non era un cartomante, aveva pensato di arricchire il suo gioco aggiungendo sulle carte anche due riquadri che riportavano l’uno le immagini del mazzo di tipo salisburghese, l’altro quelle delle carte francesi: in questo modo si otteneva un passatempo multifunzione, da usare a scelta per la divinazione spicciola o per giocare a carte. Reiff riprodusse sulle sue Sibille solo le carte francesi, ma questa associazione avrebbe creato un corto circuito divinatorio che ancora semina dubbi fra i cartomanti che le adoprano: dal punto di vista dell’interpretazione, i significati dell’uno e dell’altro mazzo spesso collidono, rendendo il responso contraddittorio, arbitrario e talvolta impossibile senza forzature (ad es. la carta n. 3, Il Battello, pur essendo eccezionalmente positiva, è associata al 10 di picche, dal significato quanto mai funesto). Questo inconveniente è stato spesso risolto inserendo nella cornice che solitamente ospitava la carta francese alcune semplici rime destinate a facilitare la memorizzazione dei significati, come nel celebre Blu Owl Deck (così chiamato per il gufo blu che decora il retro delle carte) uno dei mazzi Lenormand tuttora più venduti, edito negli anni ’20 dalla US Games Systems, Inc. L’uso di associare alle carte da divinazione ludica un “oracolo” in versi o in prosa non è tuttavia recente ma risale verosimilmente, per quanto riguarda i mazzi da salotto, alla fine del XVIII sec., sulla scorta dei giochi di società già ampiamente diffusi nei secoli precedenti.

Sotto l’aspetto iconografico, le Sibille Petit Lenormand sono corredate dalle ingenue simbologie ideate da Hetchell (il Cane rappresenta la fedeltà, le Civette la maldicenza, l’Ancora la sicurezza etc,) anche se vi sono mazzi moderni esteticamente raffinatissimi. Il nome Sibille viene oggi correntemente attribuito a mazzi prodotti per la divinazione spesso assai lontani dal modello originale.

Le Petite Lenormande o Oracolo Lenormande è anche il mazzo sul quale ho deciso di basare questo seminario, prima di tutto perché dei tre mazzi fin qui presentati esso non solo è il più usato e quindi anche il più facile da trovare ma anche perché è il più semplice da utilizzare data la simbologia molto essenziale.

Il video

Naturalmente, la conferenza è molto più ricca di particolari e anche più varia, per questo, vi lascio il link al video così da poter completare la vostra conoscenza sulle Sibille Lenormande.

https://www.youtube.com/watch?v=XSg76BDuRvs 

 

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