Penombra. Tappeti. Piccoli Budda osceni assopiti sotto le foglie di loto. In una vetrina, collezione di mani di gesso e di terracotta. La mano di Sardou. La mano di Rostand. La mano di Dumas figlio, di Monet Sully, di Drumont. Sul caminetto: busto di Dumas figlio, senza mani.

Sulle mensole fotografie, senza mano, ma con la dedica: “A Madama di Tebe in segno di riconoscente devozione, il principe Aless Karageorgevic”. “A Madama di Tebe in segno di devota riconoscenza, la Granduchessa X“. Poi la marchesa Y, la Contessa di Z: “l’Olympe, quoi?“

Sui tavoli, elefanti, di tutti i prezzi. Un vaso cinese. Uno specchio, un’ottomana. Bazar. Giù dal soffitto, cespi di vischio. Scheletri. Caldo. Odore indefinibile, cabalistico. Imbottiture, come in un vecchio vagone di prima classe. Il salotto di un membro dell’Accademia ricomprato in liquidazione da una ex cantante.”Signore… “ da un uscio, dissimulato dietro un panneggiamento, come in un romanzo di Saverio di Montepin, la pitonessa sorge.

Così Concetto Pettinato descrisse Madame de Thebe, una delle più famose veggenti del XX secolo, nel 1914 quando fu ricevuto nel suo studio per intervistarla nel salotto di Avenue de Wagram, 29 a Parigi, dove Anna Victorine Savigny, in arte Madame de Thebe esercitava la sua professione.

Come si scopre nel corso dell’intervista, pubblicata sul blog in prima e seconda parte, ogni Natale, la Pitonessa pubblicava le sue profezie in un Almanacco, che godeva di ampia diffusione. Si dice che avesse previsto:

  • La guerra boera;
  • La guerra russo-giapponese;
  • L’inizio della prima guerra mondiale;
  • La morte violenta del generale Boulanger;
  • La tragica morte di Catulle Mendès;
  • La morte di William Thomas Stead;
  • Il caso Caillaux.

Concetto Pettinato ha ben ragione di chiamare Madame de Thebes “pitonessa”, come la Pizia dell’antichità; infatti la veggente parigina è consultata dalle più alte personalità del mondo, non solo artisti come Dumas figlio ma anche politici che rivestono ruoli importanti come ministri e capi di stato. A differenza delle Pizie di Delfi, tuttavia, ella svolge la sua attività in maniera completamente autonoma e indipendente, non solo ha diversi discepoli e pubblica molti libri sulla divinazione ancora oggi presenti in libreria.

Nonostante la grande fama di questa veggente vissuta in tempi piuttosto recenti sulla sua vita ci sono davvero pochissime informazioni, ad esempio si conosce solo la data di nascita e morte e l’indirizzo in cui esercitò la sua professione. Non sappiamo nulla della sua vita privata, se ebbe degli amori, dei figli, quali fossero i suoi interessi o le sue passioni eppure Madame de Thebe collaborò a riviste, fu intervistata da diversi giornalisti, scrisse svariati libri e tenne addirittura dei corsi. Nulla; di lei si sa appena il minimo indispensabile e forse proprio questo ha contribuito a farne un personaggio molto amato dalla cultura popolare, al punto che ella divenne leggenda già un anno prima della morte.

Nel 1915, Mauriz Stiller che ne farà l’eroina di un suo film conosciuto appunto con il nome della chiromante.
La trama è drammatica e in linea con i canoni del tempo, se da un lato considera gli zingari naturalmente dotati di poteri magici d’altro canto si allontana molto dal cliché dello zingaro malvagio e rapitore di bambini, tutt’altro. Il film, inoltre, mette in risalto lo stigma sociale di cui i popoli rom e sinti sono vittime. Una delle protagoniste è proprio Madame de Thebe, una principessa zingara, maledetta da suo padre perché in cinta di un uomo estraneo al mondo gitano. Per questo la ragazza è costretta rinnegare il fanciullo in cambio di una vita felice e per questo lo dà in adozione a una donna benestante che ha perso il proprio figlio.

Passano gli anni e il piccolo gitano diventa un politico che vuole diventare ministro degli esteri. Non sa che la sua vera madre è la famosa Madame de Tebe, la cartomante che tutti i politici si assicurano di visitare! Questa informazione cade nelle mani di un rivale, che cerca di usarla per rovinare la sua carriera. Nel frattempo, la figlia attraente del rivale viene attaccata da un furfante e ha bisogno di essere salvata …

Il film è in bianco e nero, completamente muto e il personaggio di Madame De Thebe si discosta moltissimo da quello reale e coevo ma da una chiara idea della fama di cui godeva la veggente francese, dell’abitudine accreditata di ricorrere ai veggenti da parte della classe politica e delle idee popolari sulla magia oltre che sugli zingari. Ultima ma non meno importante la bellissima regia di Mauriz Stiller fa si che valga davvero la pena di compiere lo sforzo di vedere questo film che ha tempi narrativi e un tipo di recitazione ai quali non siamo più abituati.

Oltre ad Anne Augustine Savigny, nata a Parigi nel 1845 e morta, sempre a Parigi nel 1916, esiste un’altra Madame de Thebes, Matylda Prusova, di lei si sa soltanto che visse al n. 14 del Vicolo d’Oro di Praga e che morì sotto le torture della Gestapo per aver predetto la morte di Hitler. Pare che non si sappia di più ma le mie ricerche mi hanno restituito un’altra piccola curiosità: Madame de Thebe è uno dei personaggi della serie Dampyr, un fumetto appartenente al genere Horror edito da Bonelli a partire dal 2000. Gli sceneggiatori Mauro Boselli e Maurizio Colombo dichiarano di essersi ispirati alla Madame de Thebe di Praga per uno dei personaggi che appare in alcuni numeri.

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